supplemento di ElCanillita.Info, lo strillone latinoamericano
Mercoledì 13 Novembre 2019

Da noi le case di legno sono di casa

27 marzo, 2015

Villar San Costanzo (CN), 27.03.2015
Da quasi quarant’anni il sig. Giordano ha a che fare con un materiale che la cultura tecnologica non è riuscita a soffocare, mentre quella ecologica ne ha decretato il successo: il legno.

Dopo aver lavorato fin da giovane in una segheria ed aver maturato esperienza su come trattare i vari tipi di legno, nell’ormai lontano 1976 aprì un’attività in proprio, dedicandosi alla costruzione di imballaggi in legno, inizialmente soltanto destinati al settore frutta, poi più genericamente alle lavorazioni industriali. Nel 1990 la gamma di prodotti venne ampliata, sotto la denominazione di “lavorazioni generiche del legno”.
L’azienda forniva sia materiali da costruzione, come per esempio le travature per i tetti, sia le pedane industriali per il trasporto.

Ma nel 1998 ci fu una grande rivoluzione.
Volendo rendere partecipi anche i figli Davide e Piercarlo, li fece subentrare nell’attività, ma non solo.
Il sig. Giordano pensò in grande, e vide addirittura l’opportunità di creare fonte di lavoro per altre persone al di fuori della famiglia.

Fu così che si attivò per formare una cooperativa che si dedicasse alla lavorazione del legno, di cui la Valle Maira, che tanto amava, era molto ricca.
E proprio lì si trova l’origine del nome dato alla nuova attività, nome che viene utilizzato ancora oggi e che purtroppo è l’unica traccia di quell’ambizioso progetto.

E non fu difficile trovare chi fosse disposto a condividerlo: i contatti furono subito avviati ed in breve si radunò un piccolo esercito di persone desiderose di lavorare, con varie mansioni, nel ciclo produttivo della segheria che sarebbe sorta a San Damiano Macra, primo centro a valle dei monti che avrebbero fornito la materia prima.

Non solo si trovarono abbattitori, trasportatori e distributori ma si era pensato anche al ripiantamento degli alberi in sostituzione di quelli abbattuti, in un processo virtuoso e senza fine, volto alla conservazione nel tempo della preziosa risorsa.
Al sig. Giordano, conoscitore di tutto il ciclo del legno, non era sfuggito che esistevano in quel momento le condizioni per tanto ardire.

Il sogno però rimase tale, e durò poco. Lui per primo, e tutti gli aspiranti cooperanti, iniziarono ben presto a trovare ostacoli e porte sbarrate.
Racconta che, nonostante nei locali uffici comunali dell’epoca campeggiasse una locandina che invitava ad acquistare in valle per sostenere l’esistenza in vita della stessa, furono proprio le istitutuzioni a decretare la fine della cooperativa, prima ancora che nascesse.

La burocrazia (è un nome astratto ma è costituita da persone…) rese molto complicato ottenere permessi ed autorizzazioni; la diffidenza e la ristrettezza di vedute della gente del posto fece il resto.
Così sfumò la possibilità di offrire ad un buon numero di valligiani un lavoro in loco, e non si ripresentò mai più.
Anni dopo dal Trentino arrivarono degli abbattitori intenzionati ad intraprendere un’attività simile a quella che il sig. Giordano aveva tentato di mettere in piedi, ma anche il loro tentativo fallì tra l’altro per la completa mancanza di strade d’accesso e di predisposizione a realizzarle da parte degli Enti preposti.

Oggi, da buon intenditore “del ramo”, dice che ormai tutto e compromesso.
Quella enorme quantità di piante, che con il loro colore verde rendono così caratteristico il paesaggio della Valle Maira, non potrebbero più fornire legno pregiato, perché troppo vecchie. I boschi, che anche a causa della vastità sono stati abbandonati al loro destino naturale senza alcuna manutenzione, sono in decadenza mentre, se sfruttati in modo intelligente ed al momento giusto, avrebbero potuto essere una vera miniera d’oro. Ma le buone intenzioni di un gruppo di persone non sono bastate.

Oggi i figli del sig. Giordano, partendo da semilavorati del legno, gestiscono un piccolo negozio di bricolage ma soprattutto offrono prodotti e servizi: oltre a costruire e vendere bancarelle, casette e gazebo, le forniscono anche in affitto per fiere e manifestazioni. Forti del fatto di poterle trasportare con mezzi propri, servono clienti in tutta l’Italia del Nord. E stanno progettando nuovi sistemi di allestimento per essere più competitivi.
Negli anni, hanno anche costruito strutture fisse e semi fisse, come verande, casette per attrezzi e persino piccole casette ad uso abitativo.

Per ricordare un episodio simpatico, il sig. Giordano ci racconta che molti anni addietro aveva realizzato e messo in vendita degli alveari. Un apicultore, osservandoli aveva commentato, con tono sconsolato, come non fossero fatti bene. A parer suo, il piano davanti alla fessura d’ingresso avrebbe dovuto essere un po’ inclinato, per favorire la “frenata” delle api durante l’atterraggio ed evitare che rotolassero. A questo inconveniente il falegname non aveva proprio pensato!

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